Panta Rei. Tutto si trasforma | marmo vs ceramica

20 Dicembre 2014 - 20 Febbraio 2015 | Museo Civico del Marmo, Carrara

“Sono interessata al rapporto tra materia e antimateria, quella relazione che governa il dinamismo del mondo e che ritrovo in ognuna delle esperienze attorno alla scultura fatte dai residenti. Si tratta in tutti i casi di trasformazioni tra stato naturale ed artificiale, due stadi differenti, ma in molti casi tangenti ed a volte indistinguibili”

Questa è la riflessione da cui è partita Federica Forti – direttrice artistica di DATABASE e curatrice di Panta Rei. Tutto si trasforma, una mostra di sculture in marmo e ceramica dal 20 dicembre  2014 al 15 febbraio 2015 presso il Museo Civico del Marmo di Carrara. L’allestimento apre un dialogo tra la collezione permanente del Museo Civico del Marmo di Carrara, i progetti specificamente realizzati dagli artisti in residenza di DATABASE 2014, Mattia Bosco Sergio Breviario e Ludovica Carbotta, e le opere in prestito dal Museo Carlo Zauli di Faenza, realizzate in occasione della Residenza d’Artista edizione 2014 – ceramica nell’arte contemporanea, in collaborazione con DOCVA Via Farini (Milano) e Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), sotto la direzione di Matteo Zauli.

L’incontro tra Carrara e Faenza, tra marmo e ceramica, si realizza attraverso le esperienze compiute da artisti che non provengono da queste città, ma che dalla storia e dalle tradizioni di questi luoghi hanno tratto ispirazione.  Per i cittadini, iniziative come queste rappresentano opportunità per rileggere la propria memoria, quanto il momento presente. Oggi, attraverso il linguaggio della scultura che viene indagato da differenti prospettive.

Nel caso di Carrara fondamentale punto di partenza è stato l’utilizzo del materiale di scarto recuperato nelle cave e nei laboratori, azione, che non ha permesso soltanto di sottrarre alla morte una pietra viva come il marmo, ma anche di innescare una riflessione sulla materia stessa e sulle sue possibili o improbabili trasformazioni.

La segnalazione degli artisti per DATABASE è partita su invito di Federica Forti ad un gruppo di artisti e curatori – Cecilia Canziani ed Ilaria Gianni, Samuele Menin e Francesca Cattoi, Chiara Camoni e Silvia Vendramel – che si stanno occupando e si sono occupati di scultura. Fra i progetti di ricerca artistica pensati ad hoc per Carrara dai nove artisti proposti, sono state selezionate e prodotte tre idee.

Con lo stesso proposito è stato coinvolto il Museo Carlo Zauli, che, insieme ad altre istituzioni di primaria importanza in ambito contemporaneo in Italia, ha invitato i propri residenti a lavorare sulla scultura in ceramica.

Museo Carlo Zauli – XI Residenza d’Artista – ceramica nell’arte contemporanea 

Al Museo Civico del Marmo di Carrara in dialogo con le sculture realizzate durante le residenze DATABASE 2014 saranno presenti le opere prodotte dagli artisti residenti al Museo Carlo Zauli di Faenza nel 2014. Collettivo Anemoi (con la collaborazione di Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia), il gruppo composto da Marco Basta, Alessandro Di Pietro, Michele Gabriele, Andrea Romano, Jonathan Vivacqua (con la collaborazione di Via Farini Docva), oltre al duo Natascia Fenoglio + Patrick Tuttofuoco sono i nomi degli artisti che si sono confrontati con le tecniche di lavorazione ed i linguaggi espressivi della ceramica. Nello specifico l’ulteriore occasione per invitare la coppia Tuttofuoco+Fenoglio è stata Transiti/Residenza d’Artista verso il 2019, progetto inserito all’interno di What if? piattaforma a sostegno della candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura 2019.

Panta Rei. Tutto si trasforma | allestimento Museo Civico del Marmo di Carrara

Panta Rei. Tutto si trasforma | Museo Civico del Marmo di Carrara

GLI ARTISTI IN MOSTRA

MATTIA BOSCO

Grazie alla collaborazione fra DATABASE, Fondazione Henraux e BPS, Mattia Bosco ha proseguito la su ricerca incentrata sulla materia parlante che in chiave michelangiolesca contiene in sé la storia e la forma. Mattia lavora lasciando ben visibili le parti lavorate dalla sua mano e quelle stratificate nella storia naturale della pietra. Quando si avvale della sofisticata tecnologia del robot, chiede alla macchina di seguire la morfologia della vena e della conformazione del marmo, così come si fa nella scultura tradizionale in cui è la pietra guidare l’idea e quindi la mano, e non viceversa.

SERGIO BREVIARIO

Mentre il robot viene antropizzato attraverso gli scatti della Polaroid 230 di Sergio Breviario e colto come in un ritratto immediato, imperfetto, dal sapore di una vecchia immagine di repertorio familiare, la polvere di marmo compattata dall’acqua piovana – come nel retro bottega di qualsiasi laboratorio a Carrara- diventa traccia del fare, riflessione sulla promessa insita nel mezzo meccanico che garantisce a chiunque la buona traduzione in forma della propria idea.

Come spesso in Breviario, immagini e sculture si fanno tutt’uno, una è funzionale alla visione e alla fruizione dell’altra ed in mostra dialogheranno lastre di scarto, sculture in polvere umida e fotografie, tutte presentate in un’unica installazione per le sale espositive dei Museo Civico del Marmo.

LUDOVICA CARBOTTA

Le cave sono per alcuni una miniera d’oro, per altri la massima espressione dello scempio umano sulla natura, per altri ancora la sfida sublime tra l’ingegno umano e il sovrannaturale. Per Ludovica Carbotta si tratta di una grande scultura a cielo aperto. Percorrere fisicamente questo paesaggio diventa un’opportunità per esplorare il rapporto tra pieno e vuoto nella materia attraverso il procedimento del calco e dell’impronta. Osservando il Monte Serrone, apparentemente intatto se visto dal centro storico di Carrara, ma lavorato sugli altri lati, Carbotta ha lavorato a un modello in scala della parte negativa mancante, quella scavata dall’estrazione, creando due sculture ipoteticamente combacianti con le pareti rivolte a sud-est e nord-est.

PATRICKTUTTOFUOCO + NATASCIA FENOGLIO

Patrick Tuttofuoco, artista italiano che vive a Berlino, ha lavorato insieme alla designer Natascia Fenoglio nella creazione di Heads or Tails (grès, smalto e decalcomania). Coadiuvati dalle ceramiste Aida Bertozzi e Eszter Imre nella realizzazione tecnica – supportata da Ceramiche Vitali, gli artisti sono partiti da un procedimento tradizionale, il calco in argilla del volto, per approdare ad un lavoro sperimentale. Senza ambire ad una verosimiglianza figurativa, il calco è divenuto l’espediente con cui esplorare a livello plastico, utilizzando la superficie della scultura non come un elemento di rifinitura, ma come un nuovo piano di intervento e di lettura.

ANEMOI

Anemoi è un collettivo composto da Daniela Da Silva Ferreira, Laura Di Nicolantonio, Maria Elena Fantoni e Nataša Vasiljević. Nel corso della residenza le artiste hanno concepito un oggetto costituito da tre parti fondamentali: una sezione tubolare, una parte centrale di forma rotonda e una sezione conica, più ampia. Si tratta di una forma primigenia che ha caratteristiche comuni a molteplici tempi e molteplici luoghi, adattabile a infiniti contesti e che pertanto funziona e dialoga perfettamente anche con l’attualità. La denominazione Condensatore/Risuonatore/Trasformatore (maiolica, smalto mat) richiama ipotesi sulla funzione dell’oggetto, suggerendo una trasformazione conseguente all’’immissione, al passaggio di un elemento che, sostando o anche solo passando attraverso la parte centrale, fuoriesce poi dall’estremità conica presentando caratteristiche nuove, rivelando un cambiamento. Un oggetto che richiama forme archetipiche ricollocate nel nostro presente, riattivate e riattivabili; un dispositivo di incubazione di molteplici mondi possibili, come diaframma attraverso il quale far passare del materiale e far uscire elaborazioni ulteriori, sospinte dal dispositivo stesso che accelera il cambiamento e non esclude trasformazioni radicali.

MARCO BASTA, ALESSANDRO DI PIETRO, MICHELE GABRIELE, ANDREA ROMANO, JONATHAN VIVACQUA

La collaborazione tra Museo Carlo Zauli e Viafarini DOCVA ha portato alla residenza-workshop a cui hanno partecipato cinque artisti italiani emergenti selezionati da Simone Frangi e Marco Tagliafierro. Marco Basta, Alessandro Di Pietro, Michele Gabriele, Andrea Romano, Jonathan Vivacqua sono stati ospiti del museo per una settimana, in cui hanno approfondito collettivamente le tecniche ceramiche. Il risultato di questo workshop è compreso nel video Aida (10 min), in cui si descrive la trasmissione delle competenze tecniche ai partecipanti così da sviluppare una visione d’insieme sull’uso del materiale e dei laboratori. Si è trattato di un primo contatto fra questi artisti e l’universo dell’artigianato ceramico, nell’ottica di fornire loro una pratica da custodire nel proprio bagaglio professionale, da poter declinare nei rispettivi percorsi produttivi.

Testo di Federica Forti

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